Il successo di Sex and the City è riscontrabile anche nel numero di “imitatori” della serie. Il più importante è sicuramente “Desperate Housewives”, un telefilm creato da Marc Cherry e trasmesso dalla ABC a partire dal 2004. Anche in questo caso le protagoniste sono 4 donne alle prese con i propri drammi sentimentali. Ma non si tratta più di single scatenate, bensì di casalinghe disperate!
Quasi tutte sposate e con dei figli, le Desperate Housewives vivono a Wisteria Lane, una strada dell’immaginaria Fairview, cittadina che rappresenta la visione stereotipata dei sobborghi americani. Elementi distintivi di questi ultimi sono, infatti, file di case confortevoli, staccionate bianche e prati curati con precisione. Ma questa perfezione esteriore serve solo a celare i più oscuri segreti familiari, tenuti abilmente nascosti tra le mura domestiche. Questo fino a quando non si intromette…un vicino! Ebbene si, in una zona residenziale come quella di Wisteria Lane tutti, prima o poi, sanno tutto di tutti! E, specialmente per le casalinghe, spiare il proprio prossimo diventa un hobby. Una bella differenza con le strade affollate di Manhattan, dove nessuno sembra curarsi di chi gli sta accanto.

Wisteria Lane: riproduzione in 3D realizzata per il videogioco
La particolarità di questa serie tv sta nella sua capacità di integrare generi molto diversi tra loro. All’apparenza una commedia rosa stile SATC, rivela, infatti, un’elevata componente di drammaticità tipica dei film gialli. Il sottotitolo italiano “I segreti di Wisteria Lane” sottolinea la presenza di misteri da risolvere. Questi sono spesso legati all’arrivo di nuovi vicini con un passato oscuro che viene svelato solo alla fine della stagione. Lo spettatore si trova, in alcuni casi, in una situazione di vantaggio rispetto ai personaggi, in quanto viene aiutato dalla voce narrante di Mary Alice Young; una delle casalinghe di Fairview che nella prima puntata si toglie la vita, lasciando alle sue amiche l’arduo compito di scoprirne il motivo.
La costruzione del telefilm risulta molto ben articolata non solo riguardo alla trama, ma anche riguardo alla messa in scena. Ogni inquadratura è costituita da una composizione di forme e colori sapientemente elaborata, rivelando una spiccata attenzione per i particolari. A partire dagli elementi che compongono la scena è possibile cogliere numerose metafore. Già nella sigla di apertura vediamo le 4 protagoniste tenere in mano una mela caduta da un albero con un serpente, simbolo del peccato originale. Questo metodo di dialogo silenzioso con il pubblico viene messo in evidenza anche nei promo delle varie stagioni, molto seducenti e accattivanti.
Pur condividendo alcuni temi con SATC, Desperate Housewives propone quindi un genere totalmente nuovo, a mio parere molto brillante e intelligente.
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